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Terrorizzava Ghedi (BS) con la sua banda multietnica, espulso il rapper marocchino Biondo

Brescia, 6 lug — Rispedito al mittente: si conclude con l’espulsione dai nostri confini la vergognosa parabola di Biondo, «nuovo italiano» e rapper marocchino che con la sua gang multietnica aveva tenuto in ostaggio il piccolo comune di Ghedi (provincia di Brescia) seminando il terrore con vandalismi, rapine, incendi, minacce. Fino ad approdare alla trasmissione Le Iene, in cui si era mostrato, circondato dai suoi accoliti di varie nazionalità, impugnando un vasto campionario di pistole e di machete. «Per diventare famoso devi mostrare queste cose», aveva spiegato.

Finisce la vergognosa parabola di Biondo

Biondo era finito di sotto i riflettori della cronaca nazionale lo scorso febbraio, dopo aver preso di bersaglio con episodi di vandalismo un barista e il suo pub, il Mi Vida. Il marocchino e i suoi sgherri avevano prima mandato in frantumi le vetrate del locale e poi lo avevano dato alle fiamme (senza causare grossi danni, fortunatamente). Un episodio, quello dell’incendio, che arrivava al culmine di una serie di aggressioni fisiche messe a segno da Biondo per cui il barista aveva già presentato cinque denunce ai Carabinieri: bottigliate, pugni, sprangate, una delle quali aveva mandato all’ospedale un collaboratore per una frattura della mandibola. Una condizione insostenibile, con il piccolo comune della Bassa ostaggio del clima di terrore innescato dalle continue angherie della gang, composta da immigrati di 18-20 anni in gran parte di origine nordafricana.

Sparito nel nulla e poi ritrovato

Il rapper marocchino si era dileguato dalla sera dell’incendio: dalle indagini scattate in seguito al rogo era poi emersa vera nazionalità di Biondo, che si era sempre dichiarato di nazionalità spagnola. Fino ad alcuni giorni fa, quando alcuni residenti della zona avevano notato strani movimenti nei pressi di una casa che si riteneva abbandonata. E’ bastata una segnalazione alla Polizia locale e relativa irruzione per appurare la presenza dello straniero, che viveva all’interno dell’appartamento, con un altro ragazzo, anch’egli risultato clandestino. per il rapper è scattato il trasferimento al Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino.

«Un altro risultato importante — esulta il sindaco di Ghesi, Federico Casali — che è il raccolto del costante controllo del territorio di Ghedi che porta avanti con professionalità e competenza la nostra Polizia Locale. Le difficoltà non mancano, ma bisogna mantenere la guardia sempre alta e proseguire con determinazione e impegno in questa direzione per offrire la miglior tutela possibile alla nostra comunità».

Cristina Gauri

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