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Più richiesta all’arte a garanzia dei prestiti

Il crollo del prezzo del petrolio da inizio febbraio e dell’indice S&P500 a Wall Street (S&P500) da inizio marzo hanno dato la stura alla caccia alla liquidità. Dopo i diversi crolli in borsa anche l’arte si è trasformato in un asset di garanzia per chiedere denaro alle banche. A New York un cliente del Fine Art Group ha chiesto finanziamenti con dipendente un dipinto da 10 milioni di dollari di Jean-Michel Basquiat e un’importante galleria londinese ha chiesto capitale per cogliere l’opportunità di acquisizione di una collezione d’arte contemporanea. «Abbiamo avuto già un primo trimestre intenso, ma nelle ultime due settimane le richieste di prestiti con dipendente arte sono raddoppiate» ha spiegato Freya Stewart, ceo Art Finance e Group General Counsel di Fine Art Group. I timori negli States non si sono placati neanche dopo la dichiarazione del presidente Donald Trump dello stato di allarme, anzi. Alcuni investitori hanno cercato liquidità nell’arte, ponendola alla maniera di garanzia per poter approfittare di eventuali opportunità d’investimento sui mercati finanziari o per compensare il costo di coperture su vendite di titoli azionari. Del resto Ubs Group AG e Credit Suisse Group AG chiedono ai clienti di fornire garanzie aggiuntive, secondo il «Financial Times». Così l’attività di richiesta di credito su opere di Picasso e Warhol si sta espandendo, sebbene il mercato dell’arte sia quasi fermo. L’ultima fiera a New York, Armory Show , ha avuto un discreto successo, ma dopo la dichiarazioni di Trump le grandi gallerie – Gagosian, Pace, Zwirner e Hauser & Wirth – hanno deciso di chiudere e Frieze New York 2020 è stata cancellata. E dopo la cancellazione delle fiere in Asia, in primis Art Basel Hong Kong trasferitasi ora sull’online con 235 gallerie in Viewing rooms, ed Europa con la chiusura anticipata di Tefaf a Maastricht e il rinvio probabile di Art Basel a Basilea (prevista il 15 giugno) a metà settembre (alla maniera di miart ), il mercato si sta bloccando del tutto. Le aste primaverili vengono monitorate di mese in mese. Le aste di Christie’s di arte australiana, vini e fotografia di marzo e aprile si svolgeranno online, mentre le aste di beni di lusso di Ginevra sono spostate da metà maggio alla fine di giugno-inizio luglio. Le aste di arte del XX secolo di metà maggio di New York sono previste in giugno, a partire dal 12 gli Old Master a seguire dal 23 Impressionist & Modern Art Evening Sale sino al 25 Post-War & Contemporary Art Evening Sale. Sotheby’s ha annunciato lo spostamento di tutte le aste di marzo e aprile sul web e l’asta di Milano in programma per aprile è stata rinviata all’11 giugno. Mentre Bonhams ha chiuso le salerooms fino al 21 aprile e Phillips rimandato tutte le aste.

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