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Per la prima volta al mondo a New York è stato trapiantato un sensibilità musicale stampato in 3D con cellule umane

Dopo l’operazione si è guardata e ha detto: “Non vedo l’ora di legarmi i capelli, di farmi una treccia”. La ragazza che si è sottoposta a questo intervento straordinario, la creazione di una parte del corpo che non c’era utilizzando le cellule stesse della paziente, era nata con una malformazione congenita, la microtia: un raro difetto che rende il padiglione auricolare deformato. In sostanza il suo orecchio destro non si era mai formato. A marzo le avevano trapiantato un nuovo orecchio scritto in 3D copiando esattamente la forma del sinistro e che continuerà a rigenerare tessuto cartilagineo assumendo sempre più l’aspetto di un orecchio naturale.

Il prossimo dei trapianti? Organi stampati in 3D

di

Elisa Manacorda

28 Dicembre 2020

Si tratta solo del primo successo di una sperimentazione in corso su 11 pazienti nei laboratori della 3DBio Therapeutics, una società di biotecnologie nel Queens. “È sicuramente una grande cosa”, ha confermato Adam Feinberg, professore di ingegneria biomedica presso la Carnegie Mellon University e co-fondatore di FluidForm, un’azienda di medicina rigenerativa che utilizza anche la stampa 3D. “Ciò dimostra che questa tecnologia non è più un ‘se’, ma un ‘quando'”. Il Chirurgo che ha effettuato il trapianto dice di non essere in sè: “È così eccitante che devo controllarmi”. E in effetti il successo di questa tecnologia è la dimostrazione dello straordinario progresso nel campo dell’ingegneria dei tessuti, ed è un primo passo verso una scienza che in prossimo potrebbe portare al trapianto di setti nasali, tessuti lesionati, menischi o di organi vitali più complessi come fegato o reni riducendo al minimo il rischio di rigetto grazie all’utilizzo delle cellule del paziente.

 

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