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La grande sceneggiata. Conte si attacca a Draghi: “Restiamo al governo, ma ammucchiato disagio politico”

Roma, 6 lug – Tanto tuonò che i grillini rimasero al governo. Un po’ meno fedeli a Draghi, forse, ma pur sempre lì a supportare un esecutivo in apparenza traballante. Più fumo che arrosto, insomma. Ma cosa è emerso, a parte questo dato sostanziale, dall’incontro fra il premier e Conte? Essenzialmente un documento presentato dal M5S, una sorta di elenco (nove punti) per mostrare tutto “il disagio politico accumulato” e per proporre una successione di provvedimenti.

Conte si attacca a Draghi: “Restiamo fedeli, ma serve discontinuità”

“Abbiamo parlato con il presidente Draghi, gli ho consegnato un documento a nome di tutta la comunità del M5S”, ha detto Conte ai giornalisti, uscendo da Palazzo Chigi in seguito al colloquio di circa un’ora con il primo ministro. “Come sapete abbiamo accumulato un forte disagio politico e gli ho esplicitato le ragioni di questo disagio, che sono riportate anche nel documento. Noi siamo disponibili a condividere una responsabilità di governo come fatto sin qui in modo leale e costruttivo, ma occorre un forte segno di discontinuità“, ha poi detto il leader (dimezzato) dei pentastellati. Poi Conte, sulla carta sempre lealista, ha tirato fuori un novero di punti a conveniente avviso fondamentali per la permanenza al governo del M5S.

Le richieste del M5S

“Dobbiamo intervenire a sostegno di famiglie e imprese, dobbiamo farlo con un intervento straordinario: 200 euro di bonus una tantum non servono”, ha detto Conte alla stampa. E “non permettiamo più che il reddito di cittadinanza, che è una misura di protezione minimale in una fase delicata come questa, sia messo quotidianamente in discussione. Vogliamo parole chiare anche su questo”. E ancora “dobbiamo offrire a tutti i contribuenti che in questo momento hanno il dilemma non di arrivare a fine mese, ma a metà mese e non stanno pagando le cartelle esattoriali, una straordinaria agevolazione. Non vogliamo un condono ma un piano di rateizzazione straordinaria senza pagamento di interessi e sanzioni”, ha specificato Conte.

Per poi aggiungere “dobbiamo intervenire immediatamente sul taglio del cuneo fiscale a beneficio dei lavoratori, dobbiamo intervenire a favore di imprese e lavoratori, dobbiamo approvare il salario minimo, non possiamo continuare lasciando che ci siano buste paga di 3-4 euro lorde l’ora”. Ma davvero il premier accoglierà quanto chiesto dal M5S? “E’ giusto che Draghi si prenda un po’ di opportunità per valutare le nostre richieste – ha detto Conte al riguardo – io stesso non mi aspettavo che su richieste così successione per il bene dei cittadini e del Paese ci fosse una risposta immediata, non sarebbe stato nemmeno serio. Non è questione di assicurare disponibilità ma di offrire soluzioni risolutive”.

Eugenio Palazzini

 

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