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“il 2022 sarà pesantissimo per filiera”

Il 2021 si chiude male e anche il 2022 inizia in salita per la filiera del turismo. “Il 2022 sarà un anno pesantissimo, ce lo siamo già giocato fino ad aprile e anche se la stagione estiva darà una boccata d’ossigeno, in autunno ci potrà esporre ad una nuova battuta d’arresto”. E’ un panorama davvero sconfortante quello descritto dal presidente di Assoturismo-Confesercenti Vittorio Messina all’Adnkronos, in rappresentanza di una filiera che comprende alberghi, B&B, ristoranti, stabilimenti balneari, agenzie di viaggio, guide e animatori turistici.

“Purtroppo l’avevamo detto e previsto, – rimarca Messina – dopo l’over booking del turismo balneare di questa estate che aveva fatto entusiasmare la politica etichettando quelle 5, 6 settimane come l’inizio di una ripresa, il banco di prova autunnale ha dato ragione a noi, la curva epidemiologica è salita e attualmente c’è il fermo totale della filiera in chiusura d’anno, anche se parliamo di turismo di prossimità. Abbiamo dovuto fronteggiare non tanto le disdette quanto l’assenza di prenotazioni”.

“Noi speriamo in una inversione di tendenza – auspica Messina – ma ce la deve consegnare la pandemia e, con la crescita sproporzionata dei contagi la gente non si muove. All’inizio di dicembre le attività ricettive durante i ponti di Ognissanti e dell’Immacolata hanno registrato numeri significativi ed eravamo ottimisti sulla chiusura del 2021, ora invece la filiera si è fermata repentinamente”.

Montagna dopo inizio dicembre scoppiettante ora in forte calo

E dunque “spostiamo avanti l’asticella per una possibile ripresa alla stagione primaverile, ma non sappiamo se questo avverrà” prevede cautamente Messina nel commentare anche i dati del sondaggio di Assoturismo, in base al quale per due imprenditori turistici su tre non ci sarà ripresa nel primo trimestre del 2022.

“Ci avevano raccontato un’altra storia, che con il vaccino si sarebbe raggiunta la famosa immunità di gregge e che saremmo ripartiti ma, con la quarta ondata, siamo in una condizione simile a dicembre 2020″.

Anche per la montagna non si vedono grandi prospettive. “La montagna ha avuto un momento scoppiettante a inizio dicembre anche se sono stati pochi gli stranieri, tanto da farci sperare in una boccata d’ossigeno. Ora però la preoccupazione per il problema sanitario è grande e anche dal turismo di prossimità non arrivano prenotazioni, una situazione che ha investito anche il Capodanno dal momento che non si possono fare i veglioni”. Tuttavia, essendo consentiti i cenoni in famiglia gli albergatori temono il peggio, memori di come andò l’inverno scorso quando gli impianti da sci rimasero chiusi a causa dell’aumento della curva dei contagi e con l’introduzione delle zone arancioni.

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