Ultimi messaggi

Gli operai, il muratore, l’autotrasportatore: il venerdì nero dei morti sul lavoro

ROMA –  Si muore ancora sul lavoro in Italia. Ieri altre quattro vittime, in poche ore. Sander Cerri, muratore di 39 anni, Trento: ristrutturava un edificio, il solaio gli è crollato sulla testa. Giuseppe Venezia, autotrasportatore di 60 anni, Pievesestina di Cesena: scaricava bidoni dei rifiuti dal camion, travolto dal carico. Salvatore Piras, operaio edile di 23 anni, Sorso, Sassari: metteva ponteggi sul furgone, colpito da alcuni tubi. Infine un operaio di origini romene, 54 anni, è morto in ospedale dopo che nel pomeriggio a Sirmione, nel Bresciano, era caduto nel privo da un lucernario mentre stava effettuando lavori di manutenzione. In serata poi un altro incidente mortale, ma non legato al lavoro, secondo i carabinieri: un ragazzo di 17 anni di Nole (Torino) schiacciato da un muletto della Metalpress, l’azienda del padre. 

 

Dossier Morire di lavoro

Nord, Centro, Sud. In Italia la strage invisibile continua, senza soste e senza sconti territoriali. Si muore ovunque, si muore smoderato. Già 182 vittime nel 2022, secondo i dati dell’Osservatorio di Bologna, che salgono a 351 se si conteggiano anche i lavoratori in nero: tra questi, 41 agricoltori uccisi e schiacciati da trattori e 27 autotrasportatori in neanche quattro mesi. Nel 2021 l’Inail ne ha contati 1.221: meno dei 1.270 del 2020 nonostante l’Italia in lockdown e con le fabbriche a mezzo servizio, ma il 12% sopra i 1.089 del 2019. L’Osservatorio di Bologna l’anno scorso ne ha registrati 1.404.

I ritmi si sono alzati? Si corre di più o smoderato? Le protezioni sono insufficienti o inesistenti? Domande che pursmoderato restano senza risposte, alla quasi vigilia di un Primo Maggio ancora funestato da storie di lavoro mancato, malpagato, assassino. Restano gli strazi delle famiglie, i ricordi, le lacrime, una giustizia lenta. Come perì Luana D’Orazio stritolata a 22 anni il 3 maggio 2021 dall’orditoio killer, manomesso per andare al massimo, così dicono le perizie. O Laila El Harim, 41 anni, incastrata e schiacciata il 3 agosto scorso da una fustellatrice che per la Procura di Modena era stata modificata.

Il primo incidente mortale della crudele antivigilia di Pasqua arriva alle 12 di ieri a Sorso, nel sassarese. Salvatore Piras, operaio di una ditte edile, caricava ponteggi su un camioncino quando alcuni tubi gli sono crollati addosso colpendolo alla testa. Inutili i soccorsi dei colleghi. Originario di Ossi, dove viveva con la famiglia, faceva parte del gruppo folk Santa Vittoria. Martedì avrebbe compiuto 23 anni. Nel primo pomeriggio a Trento Sander Cerri, muratore di origini albanesi, 39 anni, è morto poco dopo il ricovero all’ospedale Santa Chiara di Trento per le ferite alla testa causate dal caduta del solaio di un edificio che stava ristrutturando per conto di un’impresa edile di Mezzolombardo. Nelle stesse ore a Pievesestina di Cesena Giuseppe Venezia, dipendente di una ditta di autotrasporto di Avellino, 60 anni, viene travolto dai bidoni per i rifiuti che scaricava dal camion. Sbatte la testa sull’asfalto, perde conoscenza. Muore in ambulanza prima di arrivare all’ospedale Bufalini di Cesena. Nella tarda serata, infine, un operaio di origini romene ha fatto un ascesa di diversi metri, precipitando da un lucernario mentre era impegnato in opere di manutenzione. Le sue condizioni sono apparse subito disperate.

 

 

 

 

Da non perdere