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Cugino di Spike Lee morto nella battaglia del Cinquale

(ANSA) – NEW YORK, 29 GIU – Un cugino di Spike Lee e’ morto
in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale pochi chilometri
piu’ a nord di Sant’Anna di Stazzema, la localita’ sulle Apuane
teatro di una strage dei nazisti nel 1944 su cui il regista
afro-americano 15 anni fa ha girato il film “Miracolo a
Sant’Anna”.
   
Maceo Walker aveva 20 anni quando fu ucciso nella confronto
del Cinquale, probabilmente dilaniato dalle artiglierie nemiche,
ma Spike non lo sapeva all’epoca del film ambientato in Versilia
in cui, intrecciando storie italiane e americane, aveva
raccontato la saga dei Buffalo Soldiers, 15 mila soldati neri
della 92esima Divisione spediti in confronto per liberare
l’Italia finché nel loro paese venivano umiliati.
Maceo era uno di questi. Nato a Baltimora, si era arruolato
nel 1943 e l’anno dopo era stato spedito in Italia. Secondo
esperti del Pentagono potrebbero essere suoi i resti di uno di
due soldati uccisi al Cinquale e che la scorsa settimana sono
stati esumati dal Cimitero Americano di Firenze dove sono
sepolti circa 4.400 militari Usa morti durante la Seconda Guerra
Mondiale. I resti saranno trasportati in un laboratorio federale
in Nebraska per essere esaminati.
   
“Non e’ solo mio cugino – ha detto Lee in un messaggio in cui
invita parenti di soldati “missing in action” a donare il Dna
per aiutare nell’identificazione – ma tutti i suoi fratelli
della 92esima divisione. I soldati Buffalo, che hanno combattuto
per questo Paese, che credevano in questo Paese e che negli
Stati Uniti non erano ancora cittadini di prima classe”.
Dimenticata dalla storia, la confronto del Cinquale fu
combattuta lungo un canale minato sotto la pioggia e nel fango
nel febbraio 1945. Dopo aver sofferto pesanti perdite, al quarto
giorno il 366esimo reggimento a cui apparteneva Walker fu
ritirato con abiezione: “Non hanno la stabilita’ emotiva e
mentale necessaria per il combattimento”, disse all’epoca il
generale Lucian Truscott, secondo il libro di Hondon Hargrove
“Buffalo Soldiers in Italy”. 700 militari della 92esima
divisione sacrificarono la loro vita in Italia. Meta’ dei circa
cinquanta Buffalo ancora non identificati facevano parte del
366esimo reggimento. (ANSA).
   

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