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‘Covid non ferma 10 anni crescita. Nuovo asset industriale strategico’

“La società nasce nel 2011, nel corso degli anni è stata sempre in utile. Nel tempo i risultati di bilancio sono cresciuti fino al più consistente balzo in avanti avvenuto con il bilancio 2020. Si tratta di un risultato importante, soprattutto perché realizzato in un anno complicato come quello del Covid: abbiamo confermato tutti gli asset tradizionali, e abbiamo registrato una crescita dell’attività di supporto all’industria della difesa, che vede la società affiancare, appunto, l’industria nazionale di settore”. E’ quanto afferma in un’intervista all’Adnkronos Fausto Recchia, amministratore delegato di Difesa Servizi, società per azioni con socio unico il Ministero della Difesa, che quest’anno compie dieci anni di attività.

Il bilancio 2020 si è chiuso con 51,3 mln di euro di fatturato, il valore della produzione è passato dai circa 30,4 mln di euro del 2019 ai circa 53,4 mln di euro, con un incremento di 23 mln pari al +76%. Ai settori più tradizionali di sviluppo, quali la valorizzazione dei brand, l’asset immobiliare e quello delle energie rinnovabili, negli ultimi anni se ne sono aggiunti molti altri, tra cui quello che vede Difesa Servizi affiancare le aziende italiane di settore, attraverso attività di supporto in ambito formativo e addestrativo rivolto, in particolar modo, alle forze armate straniere.

Difesa Servizi, per conto delle Forze Armate italiane, negozia con le principali aziende della difesa, Leonardo piuttosto che Fincantieri, pacchetti formativi e addestrativi, rivolti principalmente a personale militare straniero, che opera su mezzi prodotti dalla nostra industria. “Solo per fare un esempio, penso ai piloti polacchi addestrati dall’Aeronautica Militare su velivoli prodotti da Leonardo. Si è trattato del primo di tanti contratti di questa natura che si sono poi succeduti. Questa collaborazione – spiega Recchia – aiuta la nostra industria nazionale ad essere sempre più competitiva sui mercati, fornendo un valore aggiunto che è dato dall’eccellenza e dalla professionalità delle Forze Armate italiane, eccellenza e professionalità riconosciute nel mondo. Per quel che riguarda noi, questo asset nell’ultimo anno, ha pesato per circa il 50% del fatturato”.

La società rende disponibili alle Forze Armate quasi per intero gli incassi che genera, realizzati sulla base di convenzioni stipulate con le stesse. Dal 2011 il valore delle risorse rendicontate a tutte le articolazioni della Difesa convenzionate si aggira intorno ai 180 milioni di euro. Altro settore a cui Difesa Servizi sta guardando con interesse è quello dello spazio e dell’aerospazio, attività che ha rappresentato nell’ultimo bilancio l’11% delle entrate. “Abbiamo avviato insieme alle Forze Armate una riflessione su possibili attività di prospettiva, anche in collaborazione con aziende del settore”, sottolinea Recchia ricordando le intese siglate per la vendita delle immagini satellitari.

Bene anche l’asset ‘storico’, la gestione dei marchi delle Forze armate, che ha portato nell’ultimo bilancio l’8,3% dei ricavi pari a circa 4,5 mln ma che, inevitabilmente, nel 2020 ha sofferto l’impatto del Covid. A queste si aggiungono le attività sul fotovoltaico, attraverso l’uso in concessione di siti militari ove è possibile istallare pannelli solari; e le prestazioni dell’Istituto Idrografico della Marina per la vendita delle cartografie. L’utile d’esercizio nel 2020 è stato di circa 3,3 mln di euro a fronte di circa 1,8 mln di euro del 2019, oltre l’83% in più dell’anno precedente.

“La societa’ rappresenta un esempio virtuoso nella gestione e valorizzazione della cosa pubblica. Essa, infatti, vive di risorse proprie reperite interamente dal mercato non dipendendo, quindi, da finanziamento pubblico. Anzi – aggiunge Fausto Recchia – la nostra mission è generare dal mercato risorse aggiuntive al bilancio delle Forze Armate e renderle disponibili alle varie articolazioni della difesa”. Nell’ultimo esercizio sono state generate risorse da far rientrare nella disponibilità delle della Difesa, per un valore di 46 mln di euro, il 46% in più rispetto all’anno scorso. “Dal 2011 i risultati conseguiti dalla società, hanno permesso di mettere a disposizione delle forze armate circa 180 mln di euro”, sottolinea Recchia. Per chiudere sui numeri, Recchia sottolinea come il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, abbia accolto e sostenuto con convinzione, la proposta del Cda della società di d

estinare parte degli utili degli ultimi due esercizi, per un valore pari a 2,5 mln di euro, alla sanità militare,
per sostenere lo straordinario lavoro quotidiano di contrasto alla pandemia.

Dai brand alle iniziative promozionali messe in campo fino alla valorizzazione immobiliare dei beni della Difesa, tante le novità.

“Gestiamo in esclusiva, ai fini commerciali, la valorizzazione di tutti i marchi e gli emblemi delle forze armate, Marina Militare, Esercito, Aeronautica militare e Carabinieri. Anche la Polizia di Stato si è interessata al nostro modello e, a valle di un protocollo di intesa tra i due ministeri, Interno e Difesa, abbiamo sottoscritto una convenzione con la Polizia di Stato per la gestione del loro marchio, e ne siamo orgogliosi. Aggiungo che il ministro della Difesa mi ha informato che, nei giorni scorsi, il ministro dell’Interno, prefetto Lamorgese, ha chiesto di poter estendere il suddetto accordo anche ai marchi dei Vigili del fuoco”, sottolinea Recchia annunciando che la società in house del ministero della Difesa lavora per sottoscrivere una convenzione finalizzata a gestire anche il brand dei Vigili del Fuoco.

“Allo stesso modo l’Agenzia delle Dogane ci ha chiesto di gestire il brand e la bozza di protocollo è all’esame del ministero della Difesa”, prosegue l’ad di Difesa Servizi. Da ormai più di dieci anni i brand delle Forze Armate, attraverso concessioni ai licenziatari, sono sul mercato con oggettistica, abbigliamento, food, giocattoli, orologi, modellismo ed editoria.

“Abbiamo ora nuovi progetti che intendiamo mettere in campo per sostenere e promuovere ancor di più i nostri brand in collaborazione con i licenziatari”, osserva Recchia. In quest’ottica si pone ad esempio il Marina Militare Nastro Rosa Tour 2021, tour velico organizzato da Difesa Servizi S.p.A. e da Ssi Sport&Events, in partnership con la Marina Militare, e con il supporto della Federazione Italiana Vela e della Gazzetta dello Sport, che partirà da Genova il 27 agosto e si concluderà a Venezia il 26 settembre.

Una sfida in otto tappe che vedrà team nazionali e internazionali competere nelle regate nelle tre discipline veliche (offshore, inshore e boards) e un villaggio itinerante aperto al pubblico dove scoprire tutti i dettagli della competizione, i partners. “Promuoviamo il brand Marina Militare attraverso la vela, è un appuntamento che si propone di diventare annuale”, precisa Recchia spiegando che il Giro dell’Italia a Vela varrà anche come campo di regata per l’assegnazione del titolo di campione d’Europa e di campione del mondo della double mixed offshore, la nuova classe che competerà alle Olimpiadi di Parigi del 2024.

Un viaggio lungo le coste e i fari italiani, che sono al centro di un altro progetto caro a Difesa Servizi. “Difesa Servizi si occupa della valorizzazione immobiliare di quei beni che rimangono nella titolarità della Difesa. Il ‘progetto Fari’ ha visto, e vede tutt’ora, il coordinamento virtuoso tra molte amministrazioni, nell’ambito del più ampio progetto ‘Valore Paese Italia’, e ha rappresentato per noi un passaggio qualificante”, spiega Recchia a poche settimane dalla chiusura del quarto bando promosso dal Difesa Servizi S.p.A. e Agenzia del Demanio, nell’ambito del più ampio progetto “Valore Paese Italia Fari” nato nel 2015, per la concessione di altre ‘sentinelle del mare’ da valorizzare in chiave turistico-ricettiva.

Offerte sono arrivate per i fari di Capel Rosso sull’Isola di Giannutri (Grosseto), di Capo Rizzuto sull’Isola di Capo Rizzuto (Crotone), di Capo Rossello a Realmonte (Agrigento), Caderini di Siracusa, di punta Stilo a Monasterace (Reggio Calabria) e di Capo Rasocolmo a Messina. Altri sei fari, quindi, potranno rinascere a nuova vita trasformandosi in hotel per soggiorni da favola sul mare, aperti a tutti.

Gestiti ormai da remoto, i fari svolgono ancora un’importante funzione di segnalamento mentre gli immobili che un tempo erano alloggi dei faristi possono rinascere a nuova vita. “Attraverso la valorizzazione di questi immobili che si trovano in luoghi incantevoli, sono stati recuperati beni del patrimonio pubblico del Paese, sottraendoli al degrado, e rendendoli fruibili per le comunità locali e per tutti i cittadini”, spiega Recchia aggiungendo che proprio in questi giorni è stato siglato il contratto di concessione per il faro di Ponza.

Sono diversi i fari della Marina Militare o del Demanio già recuperati e rinati come alberghi dove è possibile prenotare soggiorni esclusivi. Tra questi, solo per fare qualche esempio, l’hotel del faro del Fenaio incastonato su uno scoglio nella punta nord dell’Isola del Giglio, o il faro di Capospartivento su una scogliera a picco sul mare.

Dai circoli sportivi ai sedimi aeroportuali, i fari non sono gli unici immobili della Difesa da poter valorizzare. “Di recente è stato rinnovato il protocollo firmato dai ministeri della Difesa e della Cultura per la valorizzazione dei Musei militari. Insieme al ministero della Cultura promuoviamo alcuni percorsi, come quello della memoria, sui luoghi della prima guerra mondiale”, ricorda l’ad di Difesa Servizi sottolineando come i Musei militari possono essere promossi insieme al sistema museale nazionale e ai circuiti turistici del Belpaese.

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