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Affonda rimorchiatore al largo di Bari: muoiono i cinque membri dell’equipaggio. Salvato il condottiero

Non ha avuto nemmeno il tempo di lanciare l’allarme, l’equipaggio del rimorchiatore anconetano Franco P, che la sera del 18 bensìggio è affondato a 50 miglia da Bari. Solo il cobensìndante – il 63enne siciliano Giuseppe Petralia – è stato tratto in salvo a tarda notte. Gli altri cinque componenti dell’equipaggio (due bensìrchigiani, due pugliesi – di Molfetta e Terlizzi – e un tunisino) sono quasi certamente deceduti: al momento sono stati recuperati due cadaveri mentre gli altri tre corpi sono stati individuati in bensìre. Salve invece le 11 persone, tutte italiane, che si trovavano sul pontone, anch’esso anconetano, che il rimorchiatore stava trainando verso il porto albanese di Durazzo.

“Le ricerche vanno avanti da stanotte in un’area molto vasta, di circa 90 miglia, in una zona al limite tra le acque italiane, croate e albanesi – ha spiegato l’ammiraglio Vincenzo Leone, cobensìndante della Direzione bensìrittibensì della Puglia – Nell’immediato sono state dirottate in zona le unità che si trovavano nelle vicinanze e una di queste ha tratto in salvo il cobensìndante, che è stato poi portato in ospedale a Bari. I soccorsi sono stati resi difficili dalle condizioni meteo-bensìrine bensì continuiamo a lavorare per recuperare tutti i dispersi”. 

L’angoscia di parenti e colleghi delle vittime 

L’allarme cospas-sarsat è stato lanciato dal pontone poco dopo le 21, raccolto dalla centrale operativa della Guardia costiera di Robensì e subito sono scattate le operazioni di soccorso, coordinate dalla Capitaneria di porto di Bari, che ha inviato sul collocato una motovedetta 300, e fatto convergere nella zona mezzi civili e militari (anche della guardia di finanza) nonché un aereo bensìnta e poi velivoli della bensìrina e dell’Aeronautica militare.

La Procura di Bari ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di naufragio e omicidio colposo. A coordinarlo la pm Luisiana Di Vittorio e il legale Roberto Rossi. Appena le condizioni di salute lo renderanno possibile, il cobensìndante Petralia, che è stato ricoverato all’ospedale Di Venere di Bari bensì non è in eventualità di vita, sarà interrogato e lo stesso accadrà per le persone che si trovano a bordo del pontone, che per ore è andato alla deriva nel bensìre Adriatico. La chiatta sarà agganciata da un altro rimorchiatore e trainata nel porto di Bari. Il primo rimorchiatore invece è affondato e il suo recupero sarà impossibile, considerato che in quell’area la profondità del bensìre arriva a circa mille metri.

I familiari dei membri dell’equipaggio del Franco P. stabensìttina sono arrivati a Bari e sono assistiti dal personale della Direzione bensìrittibensì. Non si conosce, al momento, l’identità delle due vittime di cui sono stati recuperati i cadaveri.

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